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Si comincia sempre con Agile. Il difficile è farlo reggere.

Ogni azienda parte con le migliori intenzioni: un metodo, una board, delle regole condivise. Poi un cliente mette fretta, una consegna pianificata viene anticipata, un imprevisto scavalca tutto il resto, e chi decide chiede di fare prima. Si fa un'eccezione, poi un'altra, e dopo qualche mese il metodo esiste solo nelle slide del primo giorno.

Non è indisciplina degli sviluppatori: è un metodo che non aveva previsto la pressione. Un metodo regge quando ha una regola anche per l'urgenza, quando chi decide le date lo rispetta per primo, e quando le regole più noiose le fanno gli strumenti al posto delle persone. In trent'anni sul campo abbiamo imparato quali reggono: le costruiamo insieme al vostro team, adattate a come lavorate voi.

Parliamo del tuo team Come si comincia

Per chi

A chi è rivolto

A chi guida un team di sviluppo e vuole un metodo di gestione del lavoro che regga anche sotto scadenza, senza dover inventare tutto da zero.

Cosa risolviamo

Perché i metodi si sgretolano

Le cause sono sempre le stesse, e nessuna è la cattiva volontà di chi scrive il codice.

La pressione arriva dall'alto

Un cliente chiama e vuole la consegna prima, la direzione promette una data che non era in piano, un bug in produzione entra senza fila e ferma tutti. Ogni volta è un'eccezione giustificata, e ogni eccezione toglie credibilità alla regola. Dopo un po' il piano non lo guarda più nessuno, perché tanto cambia.

Un metodo che regge non vieta le urgenze: le fa entrare da una porta. Una procedura per l'imprevisto, una regola per ripianificare quando una data si sposta, e un impegno di chi decide a passare da lì. Per questo chiediamo che la direzione partecipi all'avvio e alla chiusura dell'intervento, non solo il team.

Il progetto non avanza

Le scadenze slittano una dopo l'altra, ogni rilascio riapre problemi che sembravano chiusi, e nessuno sa dire con precisione a che punto si è. Spesso non è un problema di codice: è un problema di priorità, di responsabilità poco chiare o di un fornitore che va guidato con più fermezza.

Entriamo come technical project leader: fotografiamo lo stato reale, rimettiamo in ordine il backlog, definiamo un piano di rilascio che si possa rispettare e teniamo noi l'interlocuzione tecnica — con il team interno, con i fornitori, o con entrambi. Il committente torna ad avere una risposta chiara alla domanda «quando è pronto?».

Il team c'è ma non gira

Hai sviluppatori bravi e un risultato che non arriva: manca il metodo, non le persone. Ambienti che nessuno sa ricostruire, rilasci che fanno paura, codice che solo un collega conosce, decisioni tecniche prese e poi dimenticate.

Lavoriamo sul come: processo di sviluppo e di rilascio, code review, gestione dei rami e degli ambienti, documentazione di quello che conta, affiancamento tecnico sul campo. Non sostituiamo il tuo team e non ti vendiamo giornate-uomo da riempire: lo mettiamo in condizione di lavorare meglio, e restiamo finché il metodo non cammina da solo.

Le regole non sono di tutti

Agile interpretato in tre modi diversi, nessuno sa da quale ramo parte una feature o dove finisce un hotfix, la Kanban non viene aggiornata e quindi non dice come stanno davvero le cose, roadmap e note di rilascio riscritte altrove e sempre indietro. Regole che il team non ha scelto, o che costano fatica proprio quando la scadenza stringe, sono le prime a saltare. Il risultato: per sapere come procede un progetto bisogna chiedere alle persone.

La proposta

Uno standard di sviluppo, vostro

Un intervento che lascia all'azienda un proprio standard di sviluppo: definito una volta, insieme al team, e applicato a tutti i progetti, presenti e futuri. Nasce da pratiche già collaudate sul campo e si adatta agli strumenti che usate già: non serve cambiare piattaforma.

Tre livelli, uno sopra l'altro:

A fine intervento il cliente possiede uno standard riutilizzabile, non solo ore di consulenza: manuale, convenzioni, modelli di board e repository, automazione configurata, team formato sul progetto pilota.

Come lavoriamo

Cinque fasi, con un progetto pilota prima di estendere

Una condizione la mettiamo noi: la direzione o il responsabile tecnico partecipa all'avvio e alla chiusura. Senza uno sponsor interno, alla prima scadenza stretta si torna alle vecchie abitudini.

La parte di workshop e formazione può rientrare nei piani finanziati dai fondi interprofessionali (Fondimpresa, For.Te. e simili): i requisiti vanno verificati insieme, caso per caso.

Il primo passo

Come si comincia

  1. Una chiamata, senza impegno. Mezz'ora per capire come lavora il team, quali strumenti usa e dove si inceppa. Se non siamo il partner giusto lo diciamo subito.
  2. Un'analisi breve, a costo definito. Qualche giornata dentro il team per guardare board, repository e modo di lavorare, e restituire un documento che dice cosa c'è, cosa non va e in che ordine intervenire. Il documento resta tuo, anche se poi decidi di procedere con qualcun altro.
  3. Un piano a pacchetto. Workshop, pilota, affiancamento ed estensione con tempi e un prezzo definito: si vende un risultato, non le ore.
Referenze

Hanno lavorato con noi

Oggi: fondi, assicurazioni e servizi

Prima: industria, servizi ed ecosistema IBM i

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Il tuo team

Due righe su quante persone siete, quali strumenti usate e cosa non funziona bastano per una prima valutazione onesta.

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